Come si racconta una grande storia?

Ci vuole un personaggio principale, una fidanzata (che dopo si incazza), dei co-protagonisti (che dopo si incazzano), e un’idea che si sviluppa in un contesto dove ne esistono di simili, ma sono decisamente più deboli.

Solo così si può raccontare questa storia: la storia di Facebook.

Il personaggio principale è il Golden Boy, il genio: Mark Zuckemberg.

Perché nominare anche la sua fidanzata in questa storia?

Pare che il tutto sia iniziato così: un’incomprensione, una lite e una notte intera passata al computer. Mark, affranto, sfoglia l’annuario di Harvard e decide di mettere su un sito in cui è possibile votare la più bella tra due studentesse che il sito seleziona a caso (reperendo le foto tramite un hackeraggio al database universitario).

Non so quanto sia vero, ma pare che l’algoritmo, non selezionasse due fotografie in maniera del tutto casuale. La leggenda narra, che dopo una serie di click , i criteri di selezione si avvicinassero a quelli che potevano essere i propri gusti personali (più o meno quelli che l’algoritmo poteva imparare).

Non so davvero se tutto ciò sia la verità, ma se lo fosse, in quella notte è nato il Futuro.

Il sito si chiama FaceMash (è il 2003) e in poche ore (precisamente quattro, con 22.000 click alle foto) crollano i server di Harvard.

Poteva mettere su un gruppo Rock Alternative in stile Sonic Youth e invece in una sola notte ha posto le basi del futuro.

Questo “scherzetto” è costato 6 mesi di sospensione con l’accusa di violazione della privacy e infrazione della sicurezza, poco male.

E la storia di Facebook, potrebbe anche finire qui, addirittura prima che nascesse, ma non sono ancora una persona così insensibile.

The Facebook

Qualsiasi altra persona, dopo tutto questo caos generato, avrebbe lasciato perdere, ma Mark Zuckemberg non è proprio il tipo. Ha una visione: creare un network (un social network), per permettere alla gente (gli studenti di Harvard) di condividere i propri stati d’animo, le proprie esperienze e i propri gusti personali in qualsiasi campo e insieme permettere agli iscritti di connettersi e conoscersi.

Tutto questo in maniera gratuita, senza pubblicità, senza alcun tipo di interferenze, insomma, una figata pazzesca!

Anno domini 2004: nasce The Facebook e solo gli studenti di Harward possono creare il proprio account.

L’evoluzione è incredibilmente veloce:

Marzo 2004: The Facebook apre le proprie porte agli studenti:

  • Dell’Università di Yale
  • Dell’Università di Stanford
  • Della Columbia University

Aprile 2004: the Facebook apre anche ai seguenti istituti:

  • Ivy League
  • Boston College
  • Boston University
  • MIT

Non passano che pochi mesi e la piattaforma è presente in tutti gli Stati Uniti e in Canada.

TheFacebook – Facebook

Conoscete la storia dell’effetto farfalla?

Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga o la sua salvezza.
(Alan Turing, Macchine Calcolatrici e Intelligenza, 1950)

In parole povere: un battito d’ali di farfalla in Australia, può causare un uragano negli Stati Uniti (o qualcosa del genere). In questo caso, il battito d’ali, si chiama Sean Parker.

Only for Very Nerd

È giunto il momento che entrino in gioco anche i co-protagonisti.

Partiamo dal principio: i primi soci di Mark Zuckemberg sono Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes.

Differente invece la situazione di Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra, che accusarono Zuckemberg di aver sviluppato la sua idea, su un progetto di loro proprietà intellettuale.

Se volete sapere questa faccenda come è finita, vi consiglio di guardare il film “The Social Network”.

Ma cosa ha fatto Sean Parker?

Il creatore di Napster ha avuto un fortissimo ascendente sul giovane Mark e formalmente divenne un consigliere fidato dell’azienda (ottenendo il 7% delle azioni).

Il suo primo consiglio? (o forse l’unico, non ci è dato sapere)

Togliere la “The” da “The Facebook”. Ora Facebook, è pronto a cambiare il mondo, dopo (si intende),il primo finanziamento da parte del creatore di PayPal, Peter Thiel.

2005

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  • 2005: viene registrato il dominio www.facebook.com per 200.000 dollari.
  • 2006: la piattaforma viene resa disponibile anche nei licei e all’interno di grandi compagnie (come Apple e Microsoft).
  • 2007: Facebook è nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo e primo negli Stati Uniti per foto visualizzabili (oltre 60 milioni).
  • 2008: vengono raggiunti i 200 milioni di iscritti.
  • 2009: vengono raggiunti i 300 milioni di iscritti.
  • 2010: Facebook supera per una settimana Google come sito ricercato. Vengono raggiunti i 500 milioni di iscritti.
  • 2011: la piattaforma, tramite il lavoro dei propri tecnici, elimina circa 20.000 utenti fake al giorno. Inoltre vengono introdotte le traduzioni automatiche dei post in bacheca e la condivisione da app.
  • 2012: lancio di un App Center dedicato alle applicazioni per connettersi a Facebook.
  • 2015: Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti attivi contemporaneamente sulla piattaforma.
  • 2017: vengono raggiunti 2 miliardi di iscritti.
  • 2018: vengono raggiunti 2,3 miliardi di iscritti.

Le Acquisizioni nella Storia di Facebook

La storia di Facebook, soprattutto quella recente, è segnata da alcune importanti acquisizioni a discapito di altre aziende.

Vediamo quali sono le più importanti:

  • 2010: acquisto di 18 brevetti Friendster, al costo 40 milioni di dollari.
  • 2011: Goldman Sachs investe in Facebook 450 milioni di dollari.
  • 2012: acquisto di Instagram per 1 miliardo di dollari.
  • 2014: acquisizione di WhatsApp per 19 miliardi di dollari e acquisizione di Oculus VR, azienda produttrice dell’Oculus Rift.

1 Miliardo di Dollari – Valore Attuale: oltre 200 Miliardi
19 Miliardi di Dollari – 1 gennaio 2018, WhatsApp batte il record di 75 miliardi di messaggi scambiati a capodanno

Che storia è la storia di Facebook

Quando ho iniziato a scrivere, mi ero prefissato l’obiettivo di non cadere in statistiche e numeri, ma arrivato ad un certo punto, ho capito che è davvero impossibile tenerli fuori. Si perché non posso, e non devo essere io, a raccontare l’impatto sociale e antropologico che quest’idea ha generato.

Che storia è la storia di Facebook? Per me, per noi di How To Social, è una storia che parla da sola.

Rifletteteci voi stessi, pensando ad una cosa molto semplice:

se da domani non ci fosse più Facebook, quante abitudini cambierebbero nella vostra vita?

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