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Abbiamo provato l’App Immuni: vale la pena scaricarla?

Sono mesi che si discute dell’App Immuni: da un lato c’è chi pensa che sia un utile strumento, perché la tecnologia può migliorarci la vita, dall’altro c’è chi grida al complotto e ha paura che i propri (già noti su tutti i social e non solo) dati, vengano trafugati e utilizzati per un supremo piano di controllo da parte dei “poteri forti”.

Sono mesi che se ne parla, ma intanto l’App Immuni è finalmente arrivata!

In questo articolo proverò a spiegarti in breve come funziona, com’è il lato UX (semplicità di utilizzo) e se vale davvero la pena scaricarla.

Dove Scaricare l’App Immuni?

L’App Immuni è scaricabile sia da sistemi iOS, che Android, quindi puoi trovarla su Play Store e App Store.

Ma attenzione: in questo momento è richiesta l’ultima versione dei software iOS e Android per farla funzionare correttamente. Quindi se disponi di uno smartphone non propriamente nuovo, che non può essere aggiornato all’ultima versione del sistema operativo, potresti non poterla utilizzare.

Ecco il link per scaricarla!

Come Funziona l’App Immuni?

Una volta installata correttamente, l’app può iniziare a funzionare: ti verrà richiesto di inserire (come unici dati personali) la Regione e la Provincia di residenza.

Ti verranno poi mostrate una serie di informazioni molto utili che riguardano proprio il funzionamento dell’applicazione, confutando (almeno dichiarandoli pubblicamente) quelli che sono stati i dubbi sull’utilizzo dei dati da parte di questa app.

In questa serie di schermate, vengono illustrate le funzioni principali dell’applicazione e il funzionamento, con la possibilità di approfondire tutti i dettagli cliccando su “scopri di più”.

La prima informazione che viene mostrata, riguarda subito la privacy: l’applicazione associa a ogni telefono un codice del tutto casuale che non contiene nessun tipo di informazione sul tuo smartphone, sul tuo nome, cognome o numero di telefono.

In più il codice casuale cambia diverse volte ogni ora.

Cosa succede se due smartphone con l’app Immuni si incontrano?

C’è un semplicissimo scambio di dati tramite la tecnologia Bluetooth Low Energy. Quindi nessuna Localizzazione e nessun GPS. Tramite Bluetooth avviene un semplice scambio di informazioni tra dispositivi in cui, l’unica informazione scambiata, riguarda proprio i codici casuali di cui prima, che cambiano ogni ora.

Qual è la funzione che rende utile Immuni?

L’app conserva tutti i codici all’interno di un server ed effettua un controllo periodico con i codici salvati sul tuo smartphone. Questo significa che, periodicamente, l’app sul tuo telefono controllerà se le persone con cui sei stato a contatto (e ovviamente hanno l’app installata), potrebbero averti esposto a un eventuale contagio.

Cosa succede se c’è stato un eventuale contatto con una persona potenzialmente contagiosa?

L’app in questo caso manderà semplicemente una notifica con tutte le informazioni utili sulle procedure da seguire. Tutto questo avviene nella più totale privacy: non saprai mai chi è l’utente positivo con cui sei stato a contatto o dove l’hai incontrato.

Per essere chiari, non verrano mai divulgati i dati di chi è contagioso.

Se una persona è positiva deve comunicarlo?

Non c’è nessun obbligo per chi ha contratto il coronavirus di comunicare la propria positività all’applicazione. Nel caso in cui la persona infetta volesse farlo, può semplicemente caricare il codice casuale (ma alla presenza di un medico, per evitare scherzi di cattivo gusto che potrebbero generare il panico).

In tutti i casi, da quanto dichiarato dall’app, è impossibile venire a conoscenza dei dati che si trovano dietro i codici.

User Experience e Design

L’applicazione è tutta qui, in quanto hai appena letto. In più c’è da aggiungere che l’app lavora anche quando non è aperta sullo smartphone e, al momento, usando un iPhone 11 Pro, non risulta quasi per nulla invasiva né sul rendimento dello smartphone, né sull’utilizzo della batteria.

Passiamo al Design!

Ecco come si presenta l’app:

Il design è molto minimal con pochissime opzioni tra cui navigare. Nella parte superiore della pagina si può monitorare se l’app è in funzione “Servizio Attivo”. Nella configurazione ti verrà chiesto il consenso per attivare le notifiche quindi dare modo alla piattaforma di svolgere i suoi scambi di informazione.

La sezione “Informazioni” prevede due sottosezioni:

  • cosa puoi fare per proteggerti: all’interno ci sono tutte le norme comportamentali che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi di lockdown (lavarsi le mani, tossire e starnutire nel gomito, distanziamento social, etc).

  • come funziona l’app: all’interno ci sono le stesse informazioni che appaiono alla prima apertura dell’app e di cui abbiamo parlato prima, nonché una sezione “Domande Frequenti” con alcune Faq sull’utilizzo di Immuni.

La sezione “Informazioni”, invece, si presenta così:

La tab più importante è “Caricamento Dati”, ma ne parlerò tra poco.

Sostanzialmente, anche qui le cose da poter fare sono poche e semplici. Oltre leggere tutte le informative su privacy e termini di utilizzo, è possibile cambiare la propria regione se ci si sposta, consultare le domande frequenti (le stesse che troverai nella sezione precedente) e lasciare una recensione.

La sezione “Caricamento Dati” riguarda il caricamento dei propri dati sanitari (in caso di positività) e l’operazione può essere eseguita soltanto con l’assistenza di un operatore sanitario.

L’app è davvero intuitiva ed elementare. Tecnicamente, oltre leggere informazioni (forse un po’ troppo reiterate, ma essendo una “tecnologia nuova” ci può stare), non si può fare nulla se non comunicare (anche se non in autonomia) la propria condizione di salute.

I Grandi Dubbi sull’App Immuni

Visto che il complotto è dietro l’angolo, proverò a rispondere ai grandi dubbi sulle reali funzionalità di questa nuova piattaforma, con tutte le informazioni reperite in rete e all’interno dei canali ufficiali che riguardano l’applicazione.

L’App usa il Gps?

Nella maniera più assoluta: NO!. Lo dimostra il fatto che l’app funziona anche con le impostazioni di localizzazione spente. Tra le altre cose, due nomi non da poco come Google e Apple, hanno creato un sistema apposito per impedire la lettura della posizione da parte dell’app.

L’App scarica la Batteria?

La tecnologia bluetooth Low Energy è stata concepita per consumare pochissima batteria. Basti pensare che un trasmettitore Low Energy, per essere attivato e tenuto acceso per un anno, necessità soltanto di una batteria da orologio.

(Nei primi 2 giorni di utilizzo da parte mia e dello staff, l’impatto sulla batteria è praticamente zero).

Nell’App c’è la Pubblicità?

Assolutamente no: nell’app Immuni è vietato ogni tipo di raccolta dati e quindi ogni tipo di pubblicità. Il codice di Immuni è reperibile sul famoso portare GitHub e tutti i tecnici che lo hanno analizzato, non hanno trovato nessuno script pubblicitario o di raccolta dati.

Vale la Pena scaricare l’App Immuni?

Veniamo alla sostanza di questo articolo: bisogna scaricare o meno l’app Immuni?

Ci sono due riflessioni da poter fare: una tecnica, l’altra teorica (o volendo etica).

Dal punto di vista prettamente tecnico, questa tecnologia farà molta fatica a funzionare se non utilizzata da una grande fetta di popolazione (60% della popolazione). È ovvio che più codici vengono messi a disposizione dalla piattaforma, più dispositivi comunicano tra di loro, maggiore sarà l’efficacia e l’efficienza del sistema.

Quindi per fare in modo che questo diventi un buono strumento in grado di aiutarci a vivere meglio, la risposta è senza dubbio si, andrebbe scaricata e come.

Dal punto di vista teorico o etico, si tratta soltanto di coscienza: nessuno ti obbliga, nessuno ti sta ghettizzando o emarginando se non la scarichi.

Ti do una flash news: NON SIAMO IN UN EPISODIO DI BLACK MIRROR (quantomeno non ancora).

Se la tua preoccupazione riguarda i dati personali, senza sconfinare nel populismo che li stai dando (in qualche modo eh) anche a noi solo per il fatto di aver cliccato su questo articolo, dal punto di vista pratico non c’è nulla che faccia pensare a una raccolta di dati.

L’app è “governata” dall’utilizzo di codici randomici, che oltre a non poter ricondurre a nessun tipo di dato personale, vengono cambiati anche più volte nell’arco della giornata.

Ovviamente potresti pensare che è quello che ci dicono!

Potresti pensare che ci dicono così, ma poi sanno anche a che ora andiamo in bagno (aspetta quello è Facebook).

Ma questo sta a te deciderlo!

La mia (e nostra) opinione su Immuni è che se verrà utilizzata da una gran parte della popolazione, potrà essere qualcosa di veramente utile. L’app è semplice da utilizzare oltre ogni limite, a quanto pare non “ruba”, “spia” o altre cose da FBI e non è per niente invasiva in quanto non ci devi interagire, non ci devi “giocare”, non ci devi fare praticamente nulla.

Quindi, scaricherai l’app Immuni?

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Content Creator, Social Media Manager, Blogger e Docente. Sono nato Freelance e morirò da Freelance!
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