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Federico Ti Voglio Bene


No, questo titolo non è soltanto un riferimento cinematografico più o meno colto.

Il concerto del primo maggio può essere riassunto con una semplice frase, che i più nostalgici ricorderanno con un certo affetto:

Perché non c’è primo maggio senza bella ciao


(Se hai trent’anni e stai cercando la tua Kefiah, smettila, l’hai buttata quando hai comprato il tuo primo iPhone).

Sono stato ad almeno 5 concerti del primo maggio a Roma e ho cantato Bella Ciao a squarciagola convinto che servisse a qualcosa.

Ma ogni volta che tornavo a casa, mi restava soltanto la netta sensazione che si trattasse soltanto di una frase, soltanto di una canzone, soltanto di un piccolo momento di euforia collettiva in cui si aveva la percezione che qualcosa potesse cambiare.

SPOILER ALERT: è sempre e solo stata una percezione, sempre stato soltanto un momento fine a se stesso.

Poi arriva Fedez, il tanto bistrattato Fedez, il tanto odiato Fedez e in due minuti, con una perfetta strategia di comunicazione, fa quello che la sinistra italiana (perché il primo maggio è di sinistra eh, non ti azzardare ad andare in quella piazza se non sei di sinistra) non ha saputo fare per vent’anni:

QUALCOSA.

La Strategia di Fedez


Parlare di Fedez, senza parlare di strategia social, è come parlare di una Carbonara Vegana (se non hai capito il riferimento, NON SERVE A NIENTE).

Fedez sale sul palco del primo maggio e fa nomi e cognomi: vi ricorda qualcosa?

Il primo primo pensiero è stato questo:

Il mio secondo pensiero è stato: ma quanti personaggi più o meno famosi, più o meno importanti, hanno lanciato messaggi e invettive da quel palco?

La risposta è banale: praticamente tutti.

Il terzo pensiero è stato: quanti di questi messaggi hanno davvero prodotto un effetto? La risposta è molto triste, soprattutto perché non l’hai letta, ma è come se l’avessi appena fatto nella tua mente.

Eppure, parliamo di personaggi del calibro di Vasco Rossi, Piero Pelù, Ligabue, Jovanotti, Caparezza, Lo Stato Sociale (?) più una schiera di attori, artisti e altri cantanti.

E mi sono chiesto come al solito perché.

La risposta è semplice: Fedez non ha fatto nulla di nuovo, ma l’ha fatto nel modo giusto e nel momento giusto.

La regola numero uno del marketing è: il messaggio giusto, per il pubblico giusto, se poi sei Fedez, ovvero praticamente un’industria, le cose si fanno abbastanza interessanti.

La Scelta di Twitter


Pubblicare la telefonata (molto imbarazzante), con i vertici Rai su Twitter?

All’inizio non ho capito questa scelta, poi mi si è aperto un mondo.

Perché Twitter? Twitter è ormai una piattaforma utilizzata principalmente per politica e giornalismo (e Sanremo e la notte degli Oscar) e quale miglior piattaforma per spingere un video in tendenza in tutto il mondo, in cui un’artista sputtana pubblicamente la maggiore istituzione italiana in ambito di comunicazione e non solo degli ultimi 50 anni?

Hai letto bene: mondiale.

Fedez non solo ha blastato la Rai, ma rischia di far parlare di se in tutto il mondo.

La scelta di Twitter non può essere giustificata diversamente, non è casuale, ed è assolutamente una finezza.

Scacco Matto e sti cazzi la Rai


Ti stai chiedendo perché Fedez vale più di 20 anni di bella ciao?

Fedez verrà probabilmente bannato a vita dalla Rai e sai qual è la cosa inedita? Che sti cazzi.

Nel senso: quanto Fedez ha davvero bisogno della Rai? La risposta è ZERO.

Federico ha 13 milioni di follower su Instagram e se metti insieme Salvini, Conte e Di Maio, non arrivi manco di striscio alla metà di questi numeri.

Federico ha 13 milioni di follower su Instagram e se metti insieme i follower di Vasco, Jovanotti, Ligabue e altri 10 cantanti di questo calibro, forse riesci ad arrivare di striscio a questi numeri.

A cosa serve la Rai ad una persona che ha un contratto in esclusiva con Amazon?

A cosa serve la Rai ad una persona che conduce il Podcast più libero d’Italia in cui TUTTI fanno la fila per partecipare (con 730k iscritti solo su Youtube) ?

A cosa serve la Rai ad una persona che insieme alla moglie (sempre sia lodata), potrebbe tranquillamente aprire qualsiasi tipo di attività e avere un successo clamoroso?

Ecco, ora fatti la stessa domanda e pensa agli attori e cantanti che negli anni, da quel palco, hanno provato a lanciare qualche messaggio.

Con questo voglio dire che i messaggi lanciati da quel palco, erano ipocriti, inutili o che questi personaggi non abbiamo un pensiero o uno spessore al livello di quello di Fedez?

Assolutamente no, ma dal punto di vista pragmatico, Fedez è stata l’unica persona con una POTENZA SIMILE, a fare qualcosa del genere, in tutta la storia della televisione italiana.

Ti piaccia o no, Fedez è potente e lo è sotto tutti i punti di vista:

branding, sociale, famiglia (FAMIGLIA TRADIZIONALE TRA L’ALTRO).

Ecco, Fedez è un maschio, bianco, etero, con una moglie e due figli. Fedez è la famiglia tradizionale resa 2.0, libera, imprenditrice e socialmente utile.

Se avesse lanciato questo messaggio appena 5 o 6 anni fa, sarebbe finito nel dimenticatoio, come tutti gli altri, ma ora le cose sono diverse e la Rai, in questo momento credimi, HA DAVVERO PAURA.

Perché la Rai ha paura?


Questa è la parte che più mi piacerà scrivere di questo editoriale che si e no leggerete in 10.

Perché la Rai ha perso? Perché la Rai ha paura?

Oltre ai numeri di cui prima, che fanno si paura, c’è un altro aspetto da non sottovalutare.

Per praticamente tutta la storia recente italiana, la Rai è stata l’unico vettore con cui poter avere un grande successo: in pratica, eri arrivato soltanto quando arrivavi alla RAI. Abbiamo già abbondantemente dimostrato come a Fedez, la Rai non serva a nulla.

Basti pensare a come ha affrontato Sanremo: emozionato certo, ma senza alcun tipo di timore reverenziale. Il primo maggio? Stessa cosa.

Di cosa ha paura la Rai?

La Rai è come gli imprenditori che hanno avuto successo o più o meno successo negli anni 90: hanno guadagnato tanti soldi, ora fanno la fame, provano a vivere di rendita o sfruttando qualcuno di più giovane, provano a spremere tutto lo spremibile in un lento, triste e inesorabile, CANTO DEL CIGNO.

Fedez non solo ti sputtana, lo fa dimostrandoti che il Paese è dalla sua, che i social sono dalla sua, che gli artisti sono dalla sua e in più, ti dimostra anche che non ha minimamente bisogno di te.

IL MESSAGGIO GIUSTO, NEL MOMENTO GIUSTO.

Perché voglio bene a Fedez?

Tutto quello che fa (o fanno i Ferragnez), ha un fine socialmente utile e tutto quello che fa è giustificato da basi culturali e dal coraggio.

Fedez non può avere paura delle ripercussioni della stampa o della Rai, Federico e Chiara insieme, con il loro 36 milioni di follower in totale dalla loro parte, sono l’Italia.

Quindi cantare bella ciao non serve a un cazzo?



Questa è la domanda che non mi ha fatto dormire un solo minuto questa notte. Pensavo e ripensavo ai miei concerti al primo maggio a come cantare bella ciao, sembrasse davvero un qualcosa di importante: un messaggio!

Ma la verità è che abbiamo avuto un brusco risveglio.

Lo sapevamo, ne sentivamo l’odore, ma ne abbiamo avuto la triste certezza:

qualsiasi cosa fatta in Rai negli ultimi 50 anni, non è stata per nulla spontanea, non è stata per nulla di sinistra, ed è stata sempre pre-approvata.

Per buona pace dei Modena City Ramblers, Bella Ciao, resta e resterà un magnifico inno che ci ricorda dei sacrifici fatti da una grande generazione di persone, per la nostra libertà, ma la reiterazione di un inno, per quanto magnifico, importante e pregno di significato, resta sempre e solo una “cantilena” inculcata che genera 5 minuti di euforia e una vita intera di “STI CAZZI”.

Se non l’hai ancora capito, 2 minuti di Fedez, valgono più di 25 anni di Bella Ciao da quel Palco.

Federico, io ti voglio bene.


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Content Creator, Social Media Manager, Blogger e Docente. Sono nato Freelance e morirò da Freelance!
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